Il Napoli rischia la penalizzazione: proroga delle indagini

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Il Napoli rischia la penalizzazione. Non arriverà, però, in questa stagione. E la capolista può stare tranquilla. Infatti, prima di poter iniziare un giudizio sportivo nei confronti del club di Aurelio De Laurentiis ci vorranno almeno altri 6 mesi. E’ arrivata la proroga delle indagini preliminari da parte della Procura di Napoli per l’inchiesta che vede il Napoli indagato per l’acquisto di Victor Osimhen, attuale capocannoniere del campionato di Serie A. Si tratta dell’ennesimo caso di plusvalenze nel calcio italiano, da valutare ancora se fittizie o meno.

Il Napoli rischia la penalizzazione per l’indagine partita a giugno

L’inchiesta della Procura di Napoli era partita nel giugno scorso. A distanza di 6 mesi i magistrati che indagano hanno chiesto una proroga delle indagini per poter approfondire meglio la vicenda. Nel fascicolo, l’arrivo dell’attaccante nigeriano all’ombra del Vesuvio. Il trasferimento, avvenuto nell’estate del 2020, era stato il colpo più costoso dell’era De Laurentiis. La cifra investita ufficialmente dagli azzurri è stata di 71,246 milioni di euro ai quali vanno aggiunti 10 milioni di bonus. Una prima indagine sulla cessione da parte del Lille al Napoli di Victor Osimhen fu condotta da la Juridiction Interrégionale Spécialisée (JIRS) del Tribunale della città francese.  

Gli indagati nel club azzurro

Al momento sono 4 gli indagati da parte della Procura di Napoli per la vicenda. L’accusa più grave è quella di falso in bilancio in concorso tra loro per il presidente Aurelio De Laurentiis. Il massimo dirigente è anche a capo del consiglio di amministrazione della SSC Napoli, ruolo per il quale è retribuito e che lo vede indagato anche con l’accusa di dichiarazione fraudolenta. Con lui sono indagati il figlio Edoardo De Laurentiis, dirigente del club, e la moglie Jacqueline Baudit. Questi ultimi due sono vicepresidenti del Cda della società. Indagati anche Andrea Chiavelli e Valentina De Laurentiis, consiglieri delegati del Napoli, ai quali gli inquirenti contestano il falso in bilancio.

I misteri del trasferimento di Victor Osimhen

La nuova proprietà del Lilla ha dichiarato di aver ottenuto dal Napoli 52 milioni per l’acquisto di Victor Osimhen. A questi furono aggiunti i seguenti calciatori:

Ebbene, questi 4 calciatori avevano un valore per il Napoli di ben 21,3 milioni di euro. E 3 di questi sono sconosciuti che oggi militano nelle categorie inferiori. All’epoca del trasferimento di Osimhen entrarono nella trattativa come contropartita perché facevano parte della Primavera del Napoli. 

Karnezis ha triplicato il suo valore con sole 9 presenze in 2 anni

Solo Karnezis, il portiere che il Napoli acquistò dall’Udinese, ha di fatto giocato nel Lille. Oggi, non è tesserato con alcuna squadra. Era un calciatore che gli azzurri avrebbero potuto svincolare senza problemi non avendo alcuna prospettiva di crescita nel valore del cartellino, messo al bilancio per 4,8 milioni. Il portiere greco si è ritirato. Il Napoli lo aveva pagato appena 1,5 milioni dall’Udinese. In azzurro aveva collezionato 9 presenze in Serie A in due anni e la sua quotazione con due anni in più sulla carta d’identità era triplicata. Per un calciatore ultratrentenne è assolutamente anomalo. In più, al Lilla ha giocato solo una partita in Coppa di Francia. Ironicamente potremmo dire un uomo spogliatoio ben pagato.

Che fine ha fatto chi?

E gli altri giovani erano fenomeni? Assolutamente no, o almeno non per le cifre indicate dal Napoli. Ciro Palmieri, che oggi milita nella Nocerina in Serie D, fu valutato 7 milioni di euro. Per avere un criterio di paragone, secondo transfermarkt che è il principale sito di quotazione di calciatori (sempre indicative perché comunque soggettive) Diego Demme vale di meno, appena 5 milioni. Claudio Manzi che milita in Serie C nella Turris inserito per 4 milioni nella trattativa. Gli stessi di Luigi Liguori che giocava all’Ercolano in Eccellenza ed ora è al Casoria. Per dirla tutta, a distanza di 2 anni e mezzo, 3 su 4 calciatori inseriti nella trattativa non hanno neanche più lo status di calciatore professionista.

Il Napoli rischia la penalizzazione: come e quando

Nella peggiore dell’ipotesi potrebbe esserci una penalizzazione. Non certo della portata della Juventus penalizzata di 15 punti in classifica. Si tratterebbe di una penalizzazione molto inferiore che, se arrivasse oggi, andrebbe solo a ridurre in parte il vantaggio che ha la squadra di Luciano Spalletti sulle inseguitrici. I tempi, però, sembrano abbastanza lunghi. Tutto potrebbe essere traslato nel prossimo campionato, a meno che il giudizio sportivo non venga chiuso entro il 30 giugno, ultima data utile che coincide con la chiusura della stagione sportiva.

Nessuna intercettazione, caso non grave come quello della Juventus

La proroga di indagini richiesta, dopo che la Procura avrebbe già ascoltato anche i calciatori finiti nell’affare Victor Osimhen, apre nuovi scenari. Alla Procura Federale della Figc, la giustizia ordinaria consegna il materiale solo a indagine conclusa, con o senza rinvio a giudizio. Solo in quel momento potrebbe avere il via il processo sportivo con il deferimento. Insomma, per ora il Napoli può stare tranquillo. Il caso Juventus è di proporzioni enormi e si basa su intercettazioni e acquisizioni di atti, tra cui il libro nero di paratici. Al Napoli, sequestrati solo documenti ufficiali e non pare che alle spalle possa esserci uno scandalo come quello bianconero.