Poggiomarino. Omicidio Nappo, assolto Antonio Cesarano

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nicola nappo poggiomarino

DI LUIGI CAPASSO – Antonio Cesarano è stato assolto dalla Corte d’Appello di Napoli dall’accusa di concorso in omicidio di Nicola Nappo di Poggiomarino. A far assolvere Cesarano la tesi difensiva dell’avvocato Donato De Paola. Il legale ha convinto i giudici che, pur riconoscendo la vita malavitosa di Cesarano, non era consapevolezza della motivazione per la quale gli era stata chiesta l’auto in prestito dagli assassini del giovane. Cesarano non sapeva, insomma, quale era l’utilizzo che i due killer dovevano fare nel momento in cui gli hanno chiesto la vettura, poi incendiata dopo il delitto. Cesarano, secondo i giudici, poteva solo immaginare che non ci fosse un utilizzo lecito dell’auto, ma non sapeva che la vettura serviva per uccidere Niola Nappo, anche se lo stesso imputato non ha mai voluto rivelare i nomi di chi ha chiesto la sua auto.

Un fatale scambio di persona

Nicola Nappo fu ucciso a Poggiomarino nel 2009 mentre era seduto con un’amica, ferita alla gamba, su una panchina. Nappo fu colpito da due killer che si avvicinarono a lui con barbe finte, colpendolo al volto e al torace. Fu uno scambio di persona che negli anni ha visto la città di Poggiomarino mettere in campo anche diverse attività di sensibilizzazione. Al posto di Nicola Nappo doveva essere colpito Carmine Amoruso del clan Giugliano. Assolto l’altro imputato Giovanni Battista Matrone.  

Un caso controverso per la giustizia

Il caso di Nicola Nappo è uno dei più controversi dal punto di vista giudiziario. Nel 2012 il Gup Ludovica Mancini, su richiesta del pm Gianfranco Scarfò, notificò un’ordinanza di custodia cautelare per Antonio Cesarano, poi condannato nel 2014 all’ergastolo con rito abbreviato. L’uomo, 32 anni, risultava affiliato al clan Sorrentino o dei “Campagnoli”, boss nella zona di Scafati. Incastrato dalle dichiarazioni del pentito e per detenzione di armi. Cesarano viene condannato per concorso in omicidio per aver fornito l’auto agli assassini e la Corte d’Assise conferma la pena nei suoi confronti. Nel 2016, però, la Cassazione annulla con rinvio rimandando a una decisione la Corte d’Appello. Clamorosamente nel 2020 la Cassazione ha proceduto a un nuovo annullamento con rinvio. Si è arrivati, infine, ad oggi con l’assoluzione completa di Cesarano nella IV sezione della Corte d’Appello, con enorme soddisfazione da parte dell’avvocato Donato De Paola che ha visto avvalorare tutte le sue tesi difensive.