Boscoreale. Gli alunni della Dati simulano un processo per droga

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Nel Teatro Minerva di Boscoreale si è svolto un incontro formativo finalizzato alla simulazione di un processo penale per reato di droga. Alla simulazione hanno preso parte le classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo 2° Dati guidato dal dirigente scolastico, professor Pasquale Mirone. Il progetto è stato realizzato dalla Camera Penale di Torre Annunziata con la partecipazione del Tribunale e della Procura.

L’iniziativa didattica, fortemente sostenuta dal preside Mirone, ha avuto come scopo quello di fornire ai ragazzi nozioni giuridiche per una riflessione attenta e partecipe su scelte, stili e comportamenti di vita corretti.

Un’iniziativa con una doppia valenza “formativa ed educativa, che induce a riflettere sui comportamenti personali, civili e sociali per la realizzazione di una società migliore in tutti i suoi aspetti. Il fenomeno della droga rappresenta un problema quanto mai sentito nel territorio di Boscoreale, terra da troppo tempo martoriata da questa piaga endemica”.

All’iniziativa hanno partecipato il giudice, Gabriella Ambrosino, il pm Giuliano Schioppi, gli avvocati Massimiliano Sartore e Lisa Nastri (gli ultimi due rappresentanti della Camera Penale di Torre Annunziata) , Pinto e Gallo.

Sono intervenuti anche il maresciallo Massimo Serra, comandante della stazione dei Carabinieri di Boscoreale, e il maresciallo Mario Capuano, vice comandante della stazione di Boscoreale. L’evento è stato presentato dal dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 Dati, Pasquale Mirone che ha parlato dell’importanza e del valore della giustizia a cui ogni cittadino dovrebbe ispirarsi per vivere in maniera civile nel contesto sociale di appartenenza. In seguito, è iniziata la simulazione di un processo per droga, che ha coinvolto in maniera attiva gli alunni presenti, grazie all’interazione dei singoli “attori” del Processo. Un messaggio importante rivolto ai giovani è stato quello di considerare la sanzione, non come un atto punitivo da parte dello Stato nei confronti della persona, bensì un gesto rivolto alla rieducazione del singolo e alla sua reintegrazione nella società. “Tale esperienza – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa – è stata un’occasione importante per la crescita sociale e morale dei nostri discenti i quali sono chiamati a sviluppare una coscienza critica e attenta di fronte alle sfide della complessa società in cui viviamo”. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Boscoreale.