Morto Roberto Maroni: con lui la tessera del tifoso

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Morto Roberto Maroni. L’ex ministro dell’Interno ed ex segretario della Lega aveva 67 anni e da tempo era malato. Oltre agli incarichi di Governo, Roberto Maroni è stato anche Governatore della Regione Lombardia dal 2013 al 2018. Nativo di Varese, è stato anche segretario della Lega Nord nel 2012 e 2013. Ministro dell’Interno (1994-1995) e vicepremier dal 2008 al 2011, anni nei quali ha ricoperto anche la carica di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Da Ministro dell’Interno è stato il primo a ricoprire l’incarico nella storia della Repubblica Italia senza appartenere alla Democrazia Cristiana. Nel 2004 fu autore della Legge Delega 243/2004 che porta il suo nome: la Legge Maroni. Modificò l’età pensionabile allungandola di tre anni e mise mano anche al TFR.

Morto Roberto Maroni: la sua Legge sul tifo nel calcio

Da Ministro dell’Interno, Roberto Maroni sarà ricordato per aver introdotto la Tessera del Tifoso. Dopo anni in cui nel calcio si ripetevano episodi di violenza, il Ministro volle regolarizzare con un Ddl la posizione degli ultras delle curve italiane. Un braccio di ferro con le tifoserie organizzate. Molti gruppi, infatti, negli anni, pur di non essere tesserati, hanno preferito rinunciare alle trasferte della loro squadre del cuore. Un sistema che ha limitato, comunque, gli episodi di violenza nel mondo del calcio, anche per il braccio di ferro utilizzato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportivo, creato dal Viminale dopo la tragedia dell’Heysel.

Morto Roberto Maroni, casi e polemiche

Al di là delle polemiche da parte delle tifoserie di calcio italiane, Maroni si è scontrato anche con il mondo musicale. Fu sua la dichiarazione al settimana Vanity Fair nella quale invitava a scaricare musica illegale. Immediatamente ci fu la nota di replica della FIMI che condannò l’atteggiamento del politico. Ma il caso nel quale Maroni si ritrovò al centro, oltre a un’inchiesta – archiviata – sul finanziamento illecito ai partiti, fu quello di Marco Biagi. Il giuslavorista, autore di una legge sul lavoro, fu ucciso dalle Brigate Rosse e Maroni dovette scrivere al Prefetto di Roma per aumentare la protezione nei confronti di Biagi. Un altro dei grandi misteri italiani.

L’ultimo lavoro

Roberto Maroni è stato più volte accostato alla Lega di Serie A, incarico mai ricoperto forse per la malattia che negli ultimi anni lo stava frenando. Ma non fino al punto di vietargli, un mese, di pubblicare il suo romanzo, “Il Viminale esploderà”, scritto a quattro mani con Carlo Brambilla.