Scafati, Salvati criticato per… il senso di responsabilità

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Il senso di responsabilità da padre e da sindaco. Appena iniziata la scuola è già polemica sulla decisione di Cristoforo Salvati, sindaco di Scafati, di chiudere le scuole di ogni ordine e grado per allerta meteo. Ieri, la Protezione Civile ha parlato di “allerta arancione” e giunta la comunicazione ufficiale, il primo cittadino ha disposto la chiusura. 

Sui social è stata subito bufera, senza pensare che le città del comprensorio, compresa Scafati, vivono gravi disagi per la pioggia e la colpa non è certo degli amministratori attuali, ma di chi negli anni ha consentito lo scempio dell’urbanizzazione selvaggia.

Il senso di responsabilità di Cristoforo Salvati si evince non solo dal fatto di quanta pioggia potrebbe esserci, perché quella si può anche prevedere, ma dalle conseguenze del temporale che non si possono prevedere. Così, Salvati ha deciso di chiudere le scuole perché la stazione della Circumvesuviana da decenni si allaga e non consente l’arrivo dei treni. Quindi, chi viaggia con i mezzi pubblici rischia di essere uno studente di serie B. Inoltre, gli allagamenti delle strade provocano il blocco parziale del traffico o gravi rallentamenti, tutto ciò congestionando la città negli orari dell’ingresso e dell’uscita delle scuole. Il problema, quindi, non è solo la pioggia che cade, ma come la città recepisce questa pioggia, con il rischio di caduta di alberi, calcinacci, pali dell’energia e cartellonistica. Cristoforo Salvati ha quindi agito da padre e da sindaco. I primi cittadini che si voltano dall’altra parte magari evitano qualche critica, ma l’augurio è che non vi siano mai drammatici episodi, più volte accaduti altrove. Quindi, perdere un giorno di scuola, oltre a fare la felicità degli alunni, non mette a rischio nessuno. Andare a scuola in condizioni meteorologiche impervie è, invece, un rischio per genitori e alunni.