Querido Fidel, sorridere tra Comunismo e Capitalismo

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Il conflitto tra gli ideali del comunismo e le tentazioni del capitalismo raccontato in un film commedia che ripropone un momento storico. Il passaggio di una linea di demarcazione dalla quale non si torna indietro e che produce nostalgici comunisti e ambiziosi capitalisti.

Querido Fidel è la storia di un comunista che scrive lettere a Fidel Castro, iniziando proprio da caro Fidel, come se parlasse a un amico di vecchia data. Un giorno gli arriva la risposta da Cuba e l’uomo, dalla sua Napoli, diventa confidente del Generale con il quale intreccia una fitta corrispondenza, fino a commentare le scelte di Gorbaciov sulla fine della Perestroika. 

E’ una storia, quella del film diretto da Viviana Calò, che va ad inserirsi in un genere, quello di commedia storica,  che risulta uno dei più complicati dal punto di vista della narrazione cinematografica, perché impone di sorridere di fronte alla rigidità degli ideali. 

Gianfelice Imparato interpreta memorabilmente Emidio Tagliavini, un uomo che per mantenere vivo il ricordo del padre, morto rivoluzionario, impone a moglie, figlia e nipote di osservare quelle che sono le regole del regime di Fidel Castro, al quale ogni mese scrive. Continuerà a farlo anche quando arriva la risposta da Cuba. 

Emidio crede nel comunismo e vorrebbe salvaguardarne i valori, eppure si ritrova in un conflitto continuo con la società moderna che invece ha ben poco degli ideali del comunismo. Anzi, il suo diventa un continuo conflitto anche all’interno delle mura domestiche, con una famiglia che intende adeguarsi agli stili di vita della società moderna.

Eppure, Gianfelice Imparato racconta il personaggio di Emidio con un senso anacronistico, mai ridicolo. Ambientato in una Napoli inizio anni ‘90 dove esistevano ancora colori politici e partiti. Il contesto storico offerto da Viviana Calò è quello della fine della guerra fredda, che segna anche la fine del Partito Comunista Italiano e la nascita del Partito Democratico.

Le idee e gli ideali di Emidio non si uniformano, anzi restano tali. La sua famiglia, però, non sempre riesce a seguirli, ad eccezione della nipote che nel giorno del compleanno di ‘Che Guevara’ va a scuola vestita da pioniera castrista. Ad interpretare la nipote di Emidio è la giovanissima Sonia Scarfato, di 10 anni, al secondo film dopo “Vita segreta di Maria Capasso”, una grande promessa del cinema italiano.

Il figlio, un ragazzo padre, colleziona storie con donne che non sposano affatto gli ideali comunisti. E tra le mura domestiche Emidio si ritrova circondato dal calore familiare della moglie che lo asseconda, talvolta tollerando la sua rigidità nostalgica. Perché il protagonista crede fermamente in ciò che fa, non ha sete di potere o di successo, i suoi comportamenti sono semplicemente uno stile di vita.

Ciò che impressiona, quindi, non sono le storie dei personaggi ma quei valori che mettono in campo, tentando di salvare un ideale tramontato come quello del comunismo ormai sacrificato all’altare opportunista del capitalismo. Con ironia viene così raccontata una rivoluzione storica e politica anche nella società italiana.

Due i riconoscimenti collezionati dalla pellicola al Bari International Film Festival. Premio Ettore Scola alla miglior regia di Viviana Calò e premio Gabriele Ferzetti a Gianfelice Imparato come miglior attore protagonista. 

Il film, in programmazione anche al Supercinema di Castellammare di Stabia, città natale di Gianfelice Imparato, sta riscuotendo il successo che merita perché si esce dalla sala con un sorriso e la voglia di riflettere. Presenti alle 19:30 dello spettacolo del 5 dicembre anche la regista Viviana Calò e l’attrice Alessandra Borgia.