Zona rossa e zona arancione, al via il valzer dei colori

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Zona rossa e zona arancione. Le regioni italiane attendono per oggi le ordinanze sui colori che comporteranno una serie di regole. L’attenzione è su: scuola, spostamenti, visite ai parenti e categorie di negozi. Le ordinanze saranno in vigore dal 7 aprile, dopo i divieti e le restrizioni di Pasqua.

Dalla cabina di regia il cambio dei colori

Il monitoraggio dei dati e le indicazioni della cabina di regia oggi potrebbe comunque modificare la mappa a colori e determinare passaggi dalla zona rossa a quella arancione, o viceversa. I due colori, in virtù del decreto Covid appena varato, saranno gli unici a caratterizzare la penisola per tutto aprile. Un eventuale alleggerimento delle misure è legato ai dati sul contagio e  sui vaccini: servono pochi casi e tante dosi per puntare ad una riapertura parziale. Attualmente sono 11 le regioni, cui si aggiunge la provincia autonoma di Trento, in zona rossa. E per molte di queste, la situazione resterà invariata anche dopo Pasqua. Per Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Puglia i dati non suggeriscono cambiamenti. Stesso discorso per il Piemonte, nonostante il lieve calo dei contagi e l’indice Rt stimato sotto l’1. La regione governata da Alberto Cirio, intanto, ha varato un’ordinanza restrittiva per Pasqua: supermercati chiusi e divieto fino al 5 aprile di recarsi nelle seconde case per chi non risiede in Piemonte.

Italia zona rossa e zona arancione: Rt e incidenza

Oggi, intanto, le regioni attendono i voti. Peserà l’indice Rt e peserà l’incidenza: 250 casi ogni 100.000 abitanti spediscono una regione in zona rossa. Sotto questa soglia si può sperare nella zona arancione e quindi in regole e misure meno stringenti, con la riapertura di alcune categorie di negozi e la possibilità di fare visita a un’altra abitazione privata una volta al giorno nello stesso comune. In zona rossa dal 7 aprile questo non sarà più consentito secondo il nuovo decreto.

Chi lascia e chi resta

Tra le regioni che puntano a lasciare la zona rossa c’è la Campania. La regione governata da Vincenzo De Luca ha archiviato il primo aprile con 2.258 contagi e 55 morti inseriti nel bollettino. Vuole la promozione anche il Veneto di Luca Zaia. Il Lazio spera nella permanenza in zona arancione. “Aumentano i casi, mentre sono stabili i ricoveri e diminuiscono i decessi e le terapie intensive. Infine, il ‘caso Sicilia’. La regione è stata investita dall’inchiesta sui dati falsi e ora rischia di essere retrocessa. Il quadro più recente comprende 1.282 contagi su 10.305 tamponi con un’incidenza del 12%. Zona rossa e zona arancione, al via il valzer dei colori.