Pasqua in zona rossa, scelta ipocrita

442

Pasqua in zona rossa, scelta ipocrita. A dirlo è Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, intervenuto a ‘Un giorno da pecora’ su Radio uno. Domani scatterà il mini lockdown di Pasqua: tutta l’Italia in zona rossa nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021. Sarà consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

Pasqua in zona rossa, non mette però d’accordo tutti. “La scelta di fare zona rossa a Pasqua è ipocrita. E’ impossibile far rispettare una zona rossa per 65 milioni di persone. Bisognava andare a fare le festività pasquali coi colori che le Regioni avevano in quel momento”. “Sono molto critico – ha spiegato Bassetti – sulla decisione di fare questa enorme zona rossa. Sono decisioni di una totale e completa ipocrisia. Questo perché alla fine non le rispetterà nessuno. Il Governo e lo Stato non saranno in grado di farle rispettare. Aveva più senso, nelle vacanze pasquali, andare per colori. Questo provvedimento unico, per tre giorni, e mi dovrebbero spiegare a che cosa serva, lo rispetto da buon cittadino, ma non lo comprendo. Chi lo ha deciso, se ne assume le responsabilità”.

Esiste però un paradosso. Non si può magari uscire dal proprio comune in zona rossa, come ha ribadito il Dpcm del 2 marzo, non è possibile spostarsi tra regioni se non per validi motivi e i viaggi per turismo in Italia sono sostanzialmente vietati dall’inverno scorso. Eppure si può prendere un aereo per un Paese straniero durante le vacanze di Pasqua, quando tutta Italia sarà rossa. Al dottor Bassetti è stato chiesto cosa pensa di questi viaggi all’estero. “Cosa penso di chi va in vacanza in Spagna per Pasqua? Non è giusto attaccare chi ci va, visto che è lecito farlo. Mi dispiace che si vada fuori, ma non mi sento di biasimare chi ha deciso di andare alle Baleari”. “La Spagna – aggiunge- è Paese civile, hanno avuto punto di vista meno ipocrita e più intelligente di noi. Noi chiudiamo i ristoranti e i bar ma la gente va in giro dove vuole. Assembrandosi ovunque, quando, nei ristoranti sarebbero stati più controllati”.